Successioni transfrontaliere: il Consiglio federale limita i conflitti di competenza

Successioni transfrontaliere: il Consiglio federale limita i conflitti di competenza

 



I casi di successione transfrontaliera implicano spesso conflitti di competenza tra le autorità degli Stati coinvolti e portano a decisioni contraddittorie. Il Consiglio federale il 14 febbraio 2018 ha posto in consultazione una pertinente revisione della legge federale sul diritto internazionale privato (LDIP) per ridurre al minimo i conflitti di competenza nel diritto successorio e garantire in tal modo maggiore certezza del diritto e di pianificazione per i cittadini.



Con il cosiddetto regolamento in materia di successioni (Regolamento UE n. 650/2012), l’Unione Europea ha pertanto disciplinato le competenze interstatali nei casi internazionali di successione come pure il riconoscimento di atti giuridici stranieri riguardanti una successione. Ha inoltre fissato regole unitarie sul diritto successorio da applicare a seconda del caso. Il regolamento vincola tutti i Paesi dell’UE (ad eccezione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito) ed è applicabile alla successione di persone decedute dopo il 16 agosto 2015.



L’armonizzazione del diritto creata con il regolamento europeo in materia di successione offre alla Svizzera l’opportunità di limitare i rischi di conflitti di competenza e di decisioni divergenti nei confronti della maggior parte degli Stati dell’UE. Il disciplinamento previsto dal regolamento europeo in materia di successione è già abbastanza simile a quello della legge federale sul diritto internazionale privato (LDIP), ma nei particolari vi sono ancora parecchie differenze.



Il Consiglio federale propone di adeguare diversi punti del diritto internazionale successorio svizzero al regolamento europeo. Da una parte, intende migliorare il coordinamento delle competenze decisionali, adeguando in particolare le regole sulla competenza e il riconoscimento. Laddove non sussiste alcun margine di manovra, l’avamprogetto mira ad adeguare almeno il diritto successorio applicato dalle autorità competenti. Infine, l’avamprogetto tiene conto anche di necessità di modifica, integrazione o chiarimento emerse nella prassi e nella dottrina nei 29 anni dall’entrata in vigore delle disposizioni.


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