Imposizione degli investimenti collettivi di capitale e dei loro investitori

Con l’entrata in vigore il 1° gennaio 2007 della legge federale sugli investimenti collettivi di capitale (LICol) e dell’ordinanza sugli investimenti collettivi di capitale (OICol) è stato necessario adeguare, in particolare, le disposizioni legali della legge federale sull’imposta federale diretta (LIFD). La LICol si prefigge di proteggere gli investitori e di garantire la trasparenza e il buon funzionamento del mercato degli investimenti collettivi di capitale.



Investimenti collettivi di capitale dal punto di vista del diritto della vigilanza - Sono considerati investimenti collettivi di capitale ai sensi della legislazione in materia di vigilanza, i patrimoni accumulati da più investitori in vista del loro investimento comune e gestiti per loro conto. Le esigenze di investimento degli investitori sono soddisfatte in modo proporzionato. La LICol segue la cosiddetta «soluzione fiduciaria», secondo la quale le direzioni dei fondi, le SICAV e le SAcCol amministrano il patrimonio del fondo per conto dei loro investitori su base quasi-fiduciaria. Inoltre, con l’eccezione dei fondi a investitore unico, sono richiesti almeno due investitori indipendenti tra di loro affinché il criterio della collettività sia adempiuto. Queste disposizioni emananti dal diritto della sorveglianza sono pure applicabili per analogia ai fini dell’imposta federale diretta.



Principi d’imposizione degli investimenti collettivi di capitale - In materia di fondi d’investimento contrattuali, SICAV e SAcCol, il diritto fiscale segue in linea di principio la soluzione fiduciaria (approccio trasparente). Ai fini dell’imposta sul reddito e di quella sull’utile, gli investimenti collettivi di capitale non sono soggetti fiscali. I redditi e il patrimonio degli investimenti collettivi di capitale vengono attribuiti agli investitori in proporzione alle loro quote. Con le modifiche della LIFD, queste norme di imposizione sono diventate applicabili non solo – come finora – ai fondi d’investimento contrattuali, ma anche alle SICAV e alle SAcCol.

Per contro, le SICAF ai sensi degli articoli 110 segg. LICol non sono investimenti collettivi di capitale trasparenti e, in quanto persone giuridiche, sono considerate soggetti fiscali distinti. Ai sensi dell’articolo 49 capoverso 2 LIFD esse sono tassate come le società di capitali.

Analogamente, gli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto sono esclusi dal principio della tassazione per trasparenza. Essi vengono tassati ai sensi dell’articolo 10 capoverso 2 LIFD in combinato disposto con l'articolo 49 capoverso 2 LIFD.

Ai fini fiscali gli investimenti collettivi di capitale esteri sono equiparati agli investimenti collettivi di capitale svizzeri.



Imposizione a livello degli investitori - Un fondo contrattuale di investimento, una SICAV o una SAcCol, che nei loro documenti di base (ad es. nel contratto del fondo) prevedono una disposizione sulla distribuzione di almeno il 70% dei proventi netti annui, compresi quelli riportati da anni contabili precedenti, viene considerato ai fini fiscali come un investimento collettivo di capitale distribuibile. Viceversa, gli investimenti collettivi di capitale sono considerati di tesaurizzazione se nei documenti base non è prevista alcuna disposizione sulla distribuzione dei proventi annui netti. Se la determinazione annua della quota di distribuzione e di tesaurizzazione è lasciata all’apprezzamento dei responsabili dell’investimento collettivo di capitale, i fondi di investimento contrattuali, SICAV e SAcCol sono considerati come investimenti collettivi di capitale misti.

Se in base a una clausola, prevista nel contratto di base, sulle soglie di distribuzione minime un investimento collettivo di capitale di distribuzione rinuncia alla distribuzione, esso non viene comunque qualificato quale investimento collettivo di capitale di tesaurizzazione. In tali casi, i redditi devono essere accreditati quale utile riportato e non possono essere modificati nel corso dell’esercizio contabile successivo. L’utile riportato è imponibile presso l’investitore al momento della sua futura distribuzione. Dal punto di vista dell’imposta sul reddito occorre distinguere se le quote degli investimenti collettivi di capitale sono detenute nella sostanza privata o in quella commerciale dell’investitore.

I redditi da fondi siti in Svizzera o all’estero di investimenti collettivi di capitale svizzeri o esteri con possesso fondiario diretto non sono imponibili a livello degli investitori. I redditi esentati non devono essere considerati per la determinazione dell’aliquota. Non sono esenti i redditi provenienti dalla parte dei beni del fondo che sono messi a disposizione per garantire gli impegni di valori mobiliari a corto termine a interesse fisso o altri averi disponibili a corto termine. Questa esenzione non è applicabile per gli investitori di SICAF con possesso fondiario diretto.



Rimborso dell’imposta preventiva - Secondo l’articolo 4 capoverso 1 lettera c della legge federale sull’imposta preventiva (LIP) gli interessi, le parti di utile e tutti gli altri redditi delle quote di investimenti collettivi di capitale emesse da una persona domiciliata in Svizzera o da una persona domiciliata all’estero unitamente a una persona domiciliata in Svizzera ai sensi della LICol sono assoggettati all’imposta preventiva.

Gli investitori hanno diritto al rimborso dell’imposta preventiva se alla scadenza della prestazione imponibile adempiono le condizioni legali richieste. Ai fini delle imposte dirette, il reinvestimento dei proventi derivanti da investimenti collettivi di capitale di tesaurizzazione è considerato come una realizzazione. Per tale motivo si raccomanda di contabilizzare questa operazione con incidenza sul risultato. Se questi proventi non sono contabilizzati, gli investitori perdono il diritto al rimborso dell’imposta preventiva.



Obbligo di rilascio di attestazioni - Gli investimenti collettivi di capitale devono attestare agli investitori tutti i rapporti determinanti ai fini dell’imposizione dei redditi. Inoltre devono presentare i loro rapporti annuali e i conti annuali all’AFC.

In virtù della soluzione fiduciaria i redditi dei fondi di tesaurizzazione sono soggetti all’imposta sul reddito a livello degli investitori. Di conseguenza gli investimenti collettivi di capitale di tesaurizzazione devono certificare annualmente a fini fiscali i proventi tesaurizzati agli investitori. Ne sono eccettuati gli utili da capitale reinvestiti qualora questi figurino separatamente nel conto annuale. Comunicando all’AFC il reddito tesaurizzato per ogni quota per il listino dei corsi e mettendo a disposizione le basi per il corrispondente calcolo, l’obbligo di rilascio delle necessarie attestazioni per l’investimento di capitale è soddisfatto.

In virtù dell’articolo 129 capoverso 3 LIFD, gli investimenti collettivi di capitale devono fornire informazioni all’autorità di tassazione sulla ripartizione delle distribuzioni e delle riserve nelle due categorie «reddito da possesso fondiario diretto» e «altri ricavi». Una ripartizione delle distribuzioni mediante cedola separata non è necessaria, ad eccezione della distribuzione con cedola separata di profitti in capitale e del rimborso di versamenti di capitale.



Domande speciali

Commercio professionale di titoli - Determinante per la qualifica di reddito derivante da un investimento collettivo di capitale è il fatto che la direzione del fondo o l’organo della SICAV e della SAcCol agiscono in modo autonomo e che gli investitori non hanno alcun diritto di impartire loro istruzioni. In questi casi, le frequenti transazioni su titoli effettuate dagli investimenti collettivi di capitale non possono essere attribuite fiscalmente agli investitori e questi ultimi non possono essere qualificati come commercianti professionali di titoli.

Società in accomandita per investimenti collettivi di capitale (SAcCol) - La SAcCol è una società di persone il cui scopo esclusivo è l’investimento collettivo di capitale. Il socio illimitatamente responsabile (accomandatario) deve essere una società anonima con sede in Svizzera e a causa del divieto di concorrenza può operare come accomandataria in una sola SAcCol. La SAcCol effettua principalmente i propri investimenti in capitale a rischio. Gli accomandanti ai sensi dell’articolo 10 capoverso 3 LICol devono pertanto essere investitori qualificati. La SAcCol è dunque essenzialmente uno strumento d’investimento per banche, commercianti di valori mobiliari, istituti di assicurazione, enti di diritto pubblico e istituti di previdenza con tesoreria professionale nonché per privati facoltosi che dispongono di investimenti finanziari per almeno 5 milioni di franchi.

La SAcCol, rispettivamente i suoi dirigenti, deve dimostrare, al fine di assimilare fiscalmente i propri soci a investitori, che rispetta le condizioni previste dalla LICol.

Sebbene la LICol riservi i fondi immobiliari agli investimenti collettivi di capitale aperti, le SAcCol possono comunque investire i loro mezzi in beni immobili, al fine di realizzare un progetto di costruzione o un progetto immobiliare. In questo caso, esse devono essere trattate come soggetti fiscali distinti.

Ristrutturazioni - Sono ammesse le seguenti ristrutturazioni di investimenti collettivi di capitale aperti: l’unione tramite trasferimento dei valori patrimoniali e degli impegni; la trasformazione di un investimento collettivo di capitale in un’altra forma giuridica; nel caso della SICAV, il trasferimento di patrimonio ai sensi degli articoli 69–77 della legge sulla fusione.

Le ristrutturazioni ai sensi dell’articolo 95 LICol sono fiscalmente neutre a livello dell’investimento collettivo di capitale. Per le ristrutturazioni ai sensi dell’articolo 95 capoverso 1 lettere a e b LICol, le disposizioni dell’articolo 61 LIFD sono applicabili per analogia. Per contro, in caso di trasferimento di patrimonio ai sensi dell’art. 95 capoverso 1 lettera c LICol, le disposizioni dell’art. 61 capoversi 3 e 4 LIFD non sono applicabili.

Le disposizioni legali dell’articolo 61 LIFD si applicano per analogia anche alla ristrutturazione di o con investimenti collettivi di capitale esteri.

Poiché il rapporto di scambio deve essere determinato in base ai valori venali, lo scambio delle quote in se non ha, per gli investitori, alcuna conseguenza ai fini delle imposte dirette. Per le quote detenute nella sostanza commerciale è applicabile lo stesso principio, purché il valore determinante ai fini dell’imposta sull’utile o sul reddito resti invariato. La stessa regola si applica per analogia al trasferimento patrimoniale di una SICAV.

I conferimenti in natura o l’apporto di beni immobili in un investimento collettivo di capitale è possibile solo al valore venale. L’articolo 61 LIFD non è applicabile.

Se un investimento collettivo di capitale riprende dei valori patrimoniali di una società di capitali o di una società cooperativa di cui detiene la partecipazione, le altre riserve e le riserve occulte trasferite si ritengono distribuite ai detentori delle quote dell'investimento collettivo di capitale in conformità con il principio di trasparenza.

Riduzione per partecipazioni e imposizione parziale - Le società di capitali o le società cooperative che detengono quote di un fondo contrattuale d'investimento, di una SICAV o di una SAcCol, non possono chiedere la riduzione di cui agli articoli 69 e seguenti LIFD.

Le persone fisiche non possono far valere l’imposizione secondo gli articoli 18b e 20 capoverso 1bis LIFD per il loro reddito da investimento collettivo di capitale.

Trasferimento della sede o espatrio di investimenti collettivi di capitale - Diversamente da quanto avviene per l’imposta preventiva, il trasferimento della sede non ha nessuna conseguenza in ambito di imposte dirette, in quanto non è da considerare come liquidazione. Sulla base della soluzione fiduciaria il «bene» permane nella sostanza privata o nella sostanza commerciale dell’investitore.

Ai fini del rimborso dell’imposta preventiva, gli investitori che detengono le quote nella sostanza privata devono dichiarare il ricavato della liquidazione (reddito netto compreso un eventuale utile riportato), ma possono neutralizzarlo dichiarando un corrispondente ricavo negativo.

Se gli investitori sono persone giuridiche, aziende e simili e se le quote sono detenute nella sostanza commerciale, l’imposta preventiva deve essere contabilizzata secondo le disposizioni di cui all’articolo 25 LIP.

Fondi a investitore unico - Dal punto di vista dell’imposta federale diretta, i fondi a investitore unico sono ammessi esclusivamente se l’investitore è un ente di diritto pubblico, un istituto di previdenza con tesoreria professionale o un istituto di assicurazione sottoposto a vigilanza.

In tutti gli altri casi, ai fini del riconoscimento fiscale di un investimento collettivo di capitale sono necessari almeno due investitori indipendenti l’uno dall’altro.



Qui potete scaricare la circolare dell'Amministrazione federale delle contribuzioni.



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